Anguria – ortaggi

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17 March 2011 | 2:39 pm

Anguria, famoso e freschissimo frutto, amato nella stagione estiva, il nome diffuso per cocomero, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee e classificato con il nome di citrullus. La pianta viene coltivata in diverse parti del paese, con una concentrazione in citt come Ferrara e Reggio Emilia, nel nord Italia, e Foggia, Caserta e Lecce nel sud. Per quanto in gran parte del meridione l’anguria sia molto diffusa. Essa viene coltivata esclusivamente per il grande frutto rosso, rivestito della tipica buccia verde. Il suo frutto una bacca dalle grandi dimensioni, chiamata anche con il nome di peponide. La sua coltivazione si presta a zone caratterizzate da un clima caldo e temperato, privo di un eccessiva umidit. In particolare, il frutto cresce e si sviluppa in un modo adeguato in quelle zone risparmiate dalle piogge nella fase della maturazione. L’anguria infatti ama molto pi di altri frutti il caldo, ed molto sensibile al gelo.

anguria

Il terreno preferito dall’anguria un terreno sciolto, o di medio impasto, che sia inoltre profondo e ricco di sostanza organica. Il momento opportuno per la lavorazione del terreno, ad una profondit di 40 centimetri o poco meno, cadr sul finire della stagione estiva. Momento opportuno per poter sfruttare al meglio l’umidit del successivo autunno, cos come il prezioso effetto strutturante che consegue all’alternarsi della fase di gelo e della fase di disgelo. Successivamente, a partire dal mese di febbraio, si proseguir con operazioni di affinamento al fine di eliminare le presenze sgradevoli di infestanti e allestire il letto destinato alla semina.

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Una buona concimazione per l’anguria sar da effettuarsi tenendo conto che il frutto caratterizzato da alte esigenze nutritive. Quindi saranno necessari almeno 3 quintali di letame oppure di composto per ogni 100 metri quadrati di coltivazione, da interrarsi nel periodo precedente alla creazione del letto di semina.

L’anguria si associa molto bene ad altri ortaggi, come le cipolle, le carote e gli spinaci, ma anche ai piselli, alla lattuga e ai pomodori. E’ consigliabile non replicare sul medesimo terreno una coltivazione del cocomero prima che siano trascorsi tre anni dalla precedente, al fine di favorire il riposo del terreno e di scongiurare il sopraggiungere di fitopatie.

Si opera in buche oppure in postarelle, che abbiano un diametro di 10 centimetri circa e 4 centimetri circa di profondit. Per coltivazioni in pieno campo si manterranno distanze di due metri tra le file e di un metro e mezzo circa sulla stessa fila. Si collocheranno poi 5 semi all’interno di ogni solco alla profondit di circa 3 centimetri e si terr conto che saranno necessari 50 grammi di seme circa per 100 metri quadri di campo.

Per ci che riguarda la coltivazione in pieno campo, si semina all’inizio del mese di marzo e si raccoglie tra la met di luglio e il termine di agosto. E’ possibile inoltre anticipare le operazioni di un mese, seminando tra gli ultimi giorni di febbraio e l’inizio di marzo in terra, oppure in appositi vasi di torba. In questo caso la raccolta avverr tra la met del mese di giugno e gli ultimi giorni di luglio.

L’irrigazione dell’anguria sar di estrema importanza in quelle zone caratterizzate da elevata siccit o in altre che vivono stagioni sfavorevoli. L’annaffiatura non dovr comunque essere eccessiva, per non alterare le principali caratteristiche organolettiche del cocomero come la sua conservabilit e il grado di fruttosio. Nel sud Italia, dopo il diradamento fino al termine di giugno si effettueranno circa sette adacquature. Dopo il mese di giugno, periodo che coincide con la fase finale del ciclo produttivo, si dovr limitare l’irrigazione al fine di evitare problemi di spaccatura del frutto e la perdita di sapore.

Si pu agire con alcune operazioni per facilitare lo sviluppo della pianta, specialmente in una coltivazione in orto famigliare. Per incrementare la quantit della fruttificazione, ma anche la sua precocit, consigliabile cimare il tralcio principale dopo la quarta foglia, cos da incoraggiare la successiva emissione dei fiori femminili nei tralci secondari.

I parassiti pi comuni che possono causare seri danni all’anguria sono la peronospora, che per fortuna, attacca in casi rari. Pi frequentemente, invece, si assiste ad infestazioni di cladosporiosi e oidio. Tra i parassiti animali pi fastidiosi ricordiamo invece il grillotalpa, il maggiolino, le nematodi e gli afidi.

Le variet pi comuni di anguria, tra italiane e straniere, sono: la Comune di Romagna, rotonda con buccia di colore verde chiaro screziato da fasce di verde pi scuro. La Sugar baby, di un verde pi omogeneo, forma tonda e ridotte dimensioni. La Charleston Grey allungata e leggermente incurvata, con un colore verde chiaro. La Klondike, anch’essa allungata ma di maggiori dimensioni rispetto alla precedente, con buccia a strisce verde e biancastre.

L’anguria presenta una quantit notevole di acqua, sali minerali come magnesio e potassio, e vitamine, in particolare la C, la B e la B6. Ha un basso apporto calorico, dunque indicata per diete ipocaloriche, ed ha inoltre una ricca presenza dell’ importante sostanza anti-ossidante dei carotenoidi, tipica della frutta e delle verdure di color rosso e arancione.

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