azoto piante – botanica

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2 May 2012 | 6:26 pm

L’azoto è un componente fondamentale per la nutrizione delle piante. Questo composto chimico, presente nell’atmosfera in forma gassosa, è un elemento che rientra nel ciclo biologico degli esseri viventi, sia animali che vegetali. Nelle piante, l’azoto contribuisce alla formazione della clorofilla, delle proteine, degli acidi nucleici e degli aminoacidi. L’assorbimento dell’azoto da parte delle piante, sia spontanee che coltivate, avviene dal terreno, dove le radici vegetali assorbono la quota di azoto mineralizzata. Questo elemento, infatti, prima di diventare un “minerale”, è un gas presente nell’aria, mentre la sua fissazione sul terreno avviene per opera di processi naturali o industriali.

azotopiante

L’azoto utilizzabile dalle piante è solo quello in forma mineralizzata, cioè nella forma solida o liquida ottenuta da processi di trasformazione organica o industriale. Per essere assorbito dalle nostre piante, l’azoto deve, infatti, essere disponibile sul terreno o deve esservi aggiunto tramite utilizzo di concimi appositamente studiati e prodotti per la coltivazione delle piante agricole e da giardino. La disponibilità di azoto sul terreno è variabile e dipende dalle condizioni climatiche, dal tipo di terreno e dalle trasformazioni di materia organica che avvengono in esso. Il meccanismo che porta l’azoto ad accumularsi sul terreno si chiama “azotofissazione”. Contribuiscono all’azotofissazione, piogge, temporali e l’azione di alcuni batteri.

Dai processi di trasformazione dell’azoto gassoso in azoto minerale si ottengono diverse tipologie di molecole di azoto, ovvero azoto ureico, azoto nitrico e azoto ammoniacale. L’azoto ureico è quasi esclusivamente presente nei concimi organici e permette una immediata trasformazione dell’azoto in ammoniaca, con un facile assorbimento del terreno e senza rischio di dispersione a causa del dilavamento. Per questa caratteristica l’azoto ureico viene usato nella concimazione che prepara il terreno alla coltivazione delle piante ( concimazione di fondo). L’azoto ammoniacale si ricava sia da processi industriali, che danno vita a concimi chimici( solfato di ammonio, soluzione ammoniacale), e sia da processi naturali( decomposizione di sostanze organiche nel terreno che danno vita all’humus) . L’azoto ammoniacale non subisce l’effetto del dilavamento del terreno e viene assorbito gradualmente dalle piante. L’azoto nitrico, ottenuto sia da composti organici ( letame ) che da procedimenti chimici (nitrato di calcio e nitrato di sodio,) è immediatamente assorbibile dalle piante, solo che, a causa del dilavamento, tende a disperdersi negli strati più profondi del terreno, divenendo non assorbibile dalle radici delle piante. Per questo motivo i nitrati di azoto vengono somministrati tramite concimi. I nitrati di sodio sono utili per la crescita delle parti della pianta colorate di verde, mentre quelli di calcio vanno somministrati come correttivi dei terreni acidi.

L’azoto va somministrato alle piante secondo le dosi indicate nella confezione del concime. Una carenza e un eccesso di azoto possono, infatti, avere conseguenze nefaste sullo sviluppo vegetale. La carenza di azoto si manifesta con clorosi delle foglie e loro caduta precoce o con arresto della crescita della pianta, mentre l’eccesso di azoto provoca, tra l’altro, l’indebolimento della struttura vegetale rendendola più esposta agli attacchi di parassiti e malattie.

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