Concime organico – concime

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14 June 2012 | 6:09 pm

Il concime organico è composto da fertilizzanti derivati esclusivamente da sostanze naturali. Gli elementi naturali che danno vita al concime organico possono essere di origine animale o vegetale o mista, cioè in parte vegetale e in parte animale. Dopo l’uso sfrenato dei concimi chimici o di sintesi, cioè non esistenti in natura e derivati da processi di trasformazione industriale, si è registrato un nuovo interesse per i concimi organici o naturali, detti anche biologici. Il concime organico è molto richiesto dai consumatori privati, mentre nell’agricoltura su larga scala viene ancora abbinato alla tradizionale concimazione chimica.
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concimeorganico2 La concimazione organica presenta degli indubbi vantaggi rispetto a quella chimica che ormai ha finito per indebolire i terreni e per renderli poco fertili. I concimi organici, infatti, svolgono due importanti funzioni: una nutritiva e un’altra strutturale. La prima serve a consentire la crescita delle piante tramite l’apporto delle sostanze nutritive fondamentali, quali azoto, fosforo e potassio, la seconda, a migliorare la qualità e la fertilità del terreno. La funzione strutturale del concime organico è talvolta superiore a quella nutritiva perché le sostanze del fertilizzante si legano più facilmente al terreno che alla pianta, nutrendolo e rendendolo adatto alla coltivazione. Questo meccanismo spiega perché il concime organico viene fortemente consigliato nella preparazione del terreno per la messa a dimora di nuove colture o di nuove piante. Nel concime organico la frazione nutritiva viene assorbita dalle radici della pianta, mentre quella strutturale rimane fissa nel terreno migliorando e correggendo la sua composizione chimico fisica. Il miglioramento della composizione chimici fisica del terreno rende le piante più sane e più resistenti alle malattie.

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In base alla sostanza di provenienza e come già detto al primo paragrafo, il concime organico può essere vegetale, animale o misto. Tra i concimi organici animali si ricordano lo stallatico, i liquami zootecnici, il sangue secco di animali macellati, tra i concimi vegetali si ricordano il compost, la cenere di legna, la sansa, mentre tra i concimi misti, ancora il compost ( se comprende anche resti animali) e la pollina. Quest’ultima è in realtà un concime semiorganico perché derivato dalla lavorazione industriale dei liquami zootecnici. La concimazione con pollina e liquami zootecnici ha perso la sua utilità per via degli svantaggi ambientali che è in grado di procurare durante il processo di fertilizzazione. I liquami freschi hanno lo svantaggio di essere difficilmente assorbili dalla pianta e dal terreno e di inquinare le falde acquifere, oltre allo svantaggio di emettere cattivi odori, mentre la pollina, ovvero le stesse deiezioni zootecniche essiccate, non garantiscono l’assenza di metalli pesanti dalle deiezioni degli animali, che vengono nutriti anche con integratori poco naturali. I liquami, inoltre, non consentono una uniforme distribuzione del concime nel terreno e nemmeno il corretto dosaggio dei macroelementi ( azoto, fosforo, potassio, calcio) e dei microelementi ( ferro, zinco, ecc.) L’azoto dei liquami si disperde molto facilmente, sia nell’aria che nel terreno, mentre risultano assimilabili solo il fosforo e il potassio. Per potenziare l’assorbimento di azoto da parte delle piante e del suolo, si ricorre alle deiezioni mature o essiccate, che sono più semplici e meno costose da distribuire, consentono un lento rilascio e un migliore assorbimento dei principi nutritivi, con il vantaggio di non emettere cattivi odori. Lo stallatico maturo, trasformato anche in pellet, si usa molto per la concimazione dell’orto. Il prodotto, venduto in confezioni da un chilo, è corredato da tutte le indicazioni per distribuirlo correttamente sul terreno nella fase di impianto ( primavera) o in autunno quando si devono mettere a dimora le nuove piante. Il pellet derivato dallo stallatico si può usare anche per le piante in vaso, mischiandolo con terra da giardino e terriccio.

Il compost deriva dalla trasformazione e dalla fermentazione organica dei rifiuti e dei materiali di scarto. Questo prodotto si può usare anche come concime organico e si può ottenere facendo compostare resti di frutta e ortaggi, foglie e fiori secchi, resti di legna, caffè, cenere ed escrementi di animali. Al compost non vanno aggiunti resti di plastica, ossa, gomma, materiali sintetici, cenere di carbone o sacchetti dell’ aspirapolvere. Per bilanciare la composizione di azoto e carbonio, il compost va ottenuto combinando tra loro scarti verdi e umidi con materiali secchi e asciutti. Per facilitare l’ottenimento del compost si possono aggiungere anche trucioli o farina di roccia e argilla. Il materiale va sminuzzato, fino a formare un cumulo, e va coperto con uno strato di paglia o di erba sfalciata, in modo da proteggerlo dalla luce e favorire l’ingresso dell’aria che aiuta i batteri a decomporlo. Dopo circa sei mesi, il compost si potrà utilizzare come concime organico per fertilizzare piante in vaso e ortaggi e per preparare il terreno di semina. Dopo un anno lo stesso compost si potrà usare per migliorare la struttura del terreno e per arricchirlo di humus.

Anche la sostanza di scarto dell’estrazione di olio di oliva, la sansa, viene utilizzata per ricavare un concime organico. La sostanza viene irrorata con un liquido biologico e poi conservata per circa tre mesi in un luogo non arieggiato per favorirne la fermentazione. Il concime ottenuto viene usato in agricoltura per migliorare la struttura del terreno e per nutrire le piante, facendo rilevare risultati decisamente superiori alla concimazione chimica. In commercio esistono anche concimi organici derivati esclusivamente da sostanze vegetali. Questi prodotti sono adatti alla concimazione dell’orto e delle piante aromatiche in vaso.

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