farfaraccio – fitoterapia

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25 July 2011 | 4:33 pm

Il farfaraccio una pianta erbacea perenne originaria delle aree a clima temperato freddo. Annovera diverse specie e appartiene alla famiglia delle Compositae o Asteraceae. Il nome botanico Petasites per via delle grandi foglie a forma di cuore che richiamano quelle di un grande cappello. Questa pianta era conosciuta fin dai tempi dellantica Roma, dove i botanici di allora la usavano ai tempi di Nerone attribuendogli lo stesso nome. Le specie sono molto varie e per questo variano anche i loro nomi, tra cui troviamo il Tussilago petasites hybridus o Tussilago farfara o farfaraccio comune, il Petasites pyrenaicus e il farfaraccio bianco ( Petasite bianca). Questa pianta si sviluppa nelle zone montane e boscose, in luoghi freschi e ombreggiati, ma anche vicino alle sorgenti dei fiumi. In base alla specie pu fiorire allinizio o alla fine della primavera, da marzo a maggio, anche se alcune variet si sviluppano a gennaio. In Italia cresce nelle zone alpine, specie la variet petasite bianca. Il farfaraccio conosciuto anche come brdano domestico, erba per la tegna, lampazzo, petrasita, barbaz, tossilagine maggiore, barde e lavassa. Si presenta con un fusto alto fino a 120 centimetri con foglie che nascono dopo la fioritura. Il farfaraccio un tubero cio le gemme sono sottoterra dove si trovano i rizomi e le radici. I fiori hanno una classica forma a campanaccio di colore giallo, bianco e rosa violetto. Il frutto ha la caratteristica di ricoprirsi della classica peluria detta pappo.

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farfaraccio2 Il farfaraccio una pianta dalle riconosciute propriet officinali. Lerboristeria tradizionale usava gli estratti di farfaraccio per curare la tosse, lasma e la rinite allergica. La tradizione popolare usa il farfaraccio anche per curare i disturbi del tratto uro-genitale, gastrointestinale, la colecisti e lemicrania. Sembra che gli estratti di farfaraccio abbiano anche propriet spasmolitiche., cio inibenti gli spasmi della muscolatura liscia, infatti si usano per alleviare i dolori mestruali. Le benefiche propriet del farfaraccio si devono ai suoi componenti principali, quali etasina e isopetasina. Si tratta di due sostanze con un forte potere vasodilatatore che permette di ridurre i fastidi dellemicrania, inibendo il rilascio delle sostanze che scatenano il mal di testa. Gli estratti della pianta inibiscono anche il rilascio di istamina, la sostanza responsabile dellinfiammazione alla base della congestione nasale e della rinite allergica. Essendo anche emollienti, i principi attivi del farfaraccio favoriscono anche lespettorazione, calmando il sintomo della tosse. Altri usi della pianta si riferiscono alla sua attivit contro leccitazione nervosa e linsonnia. Tra i suoi principi attivi ricordiamo anche: prodotti a base di zolfo, alcaloidi, flavonoidi, sali minerali e inulina. Proprio per la presenza degli alcaloidi, luso di estratti di farfaraccio sconsigliato a chi soffre di problemi epatici.

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Le parti del farfaraccio usate in erboristeria sono le foglie, i rizomi o radici e i capolini dei fiori. Per calmare la tosse si usano le foglie appena raccolte, da cui si ottengono infusi e tisane. La dose consigliata di infuso di due, tre tazze al giorno da assumere per non pi di un mese. Linfuso di foglie si usa in caso di mal di testa, tosse, asma, allergie e altri disturbi dellapparato respiratorio. Un uso prolungato, infatti, potrebbe danneggiare gravemente la funzionalit epatica. Linfuso di foglie si usa anche per applicazioni esterne, utili in caso di arrossamenti o irritazioni della cute. Le foglie fresche trovano applicazione anche nella cosmesi dove si consiglia di applicarle fresche sul viso per ottenere un effetto decongestionante. Le foglie del farfaraccio si possono anche applicare tritate in caso di bruciature e infiammazioni e per lenire delle piaghe. Alcune parti del farfaraccio sono anche commestibili. I gambi delle foglie giovani, nella variet petasites hybridus, infatti, si possono consumare bolliti e mescolati con delle bietole. Hanno un sapore simile a quello degli asparagi. Alcune popolazioni, come i giapponesi, usano i picciolo della variet petasites japonicus come ortaggi arrosto o in salamoia. Il farfaraccio viene anche impiegato per sostituire il sale da cucina, ma il suo consumo deve essere moderato e limitato per via della presenza degli alcaloidi epatotossici. Se ne sconsiglia luso anche in gravidanza e allattamento.

Il farfaraccio viene venduto sotto forma di foglie e polvere per infusi e tisane. Per via di alcune recenti ricerche che ne hanno confermato la tossicit epatica e visto lelevato contenuto di alcaloidi, impossibile trovarlo in commercio sotto forma di integratore alimentare. Si potr acquistare, infatti, solo sotto forma di erba sciolta per preparare infusi o tisane. Un chilo di erba sciolta di farfaraccio costa circa 35 euro. Si consiglia sempre di effettuare una comparazione tra i diversi canali di acquisto e di valutare solo i prodotti con il miglior rapporto qualit/prezzo.


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