Lavanda – fitoterapia – Usi della lavanda

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30 August 2011 | 4:34 pm

La lavanda, nome botanico completo Lavandula officinalis o Lavandula spica, è un arbusto sempreverde di piccole dimensioni, aromatico, molto diffuso nel bacino del Mediterraneo e appartenente alla famiglia della Lamiaceae. Per il suo aspetto è molto facile confondere la lavanda con altre specie aromatiche come issopo e rosmarino. Cresce in terreni aridi e sassosi ed è molto presente in regioni quali Piemonte e Liguria, fino ad altitudini di 1800 metri sul livello del mare. Annovera diverse specie, tra cui Lavandula stoechas con fiori di color porpora e un profumo molto intenso che quasi stordisce; Lavandula latifolia con foglie molto grandi e un profumo meno apprezzato rispetto ad altre specie; Lavandula angustifolia con foglie più strette di colore verde intenso e fiori di colore blu, rosso o bianco e Lavandula dentata con foglie dai margini dentellati. In genere la lavanda non raggiunge il metro di altezza ed il fusto è compreso tra i trenta ed i sessanta centimetri. Le foglie sono strette e lanceolate, i fiori blu e il frutto è un achenio con un unico seme di colore nero. La fioritura avviene in estate, tra luglio e agosto. Il nome italiano”lavanda” deriva da un termine latino che significa”lavare” e ciò perché nel Medioevo la lavanda si usava come detergente per il corpo. Oggi i fiori di lavanda sono usati in erboristeria per ricavare prodotti dalle proprietà officinali. Per utilizzarli, le sommità degli stessi vanno raccolte, mondate e poi fatte essiccare all’ombra in un luogo abbastanza areato.

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lavanda2 La lavanda è una pianta dall’aspetto rustico e dall’essenza fortemente aromatica. Il suo profumo è originato da un olio essenziale composto da linanolo, acetato di linaline, canfora, cineolo e limonene. Altre sostanze contenute nella lavanda sono principi amari, tannini e flavonoidi. La presenza di queste sostanze conferisce agli estratti di lavanda proprietà aromatizzanti, carminative, antidispeptiche, balsamiche e antispasmodiche. I fiori di lavanda, associati con altre piante, possono avere effetti coleretici , cioè di stimolo della funzionalità epatica e digestivi. L’olio essenziale di lavanda officinalis sembra avere anche degli effetti antibatterici anche se in misura minore rispetto ai fiori di altre specie come timo, santoreggia e rosmarino. In medicina popolare la lavanda viene utilizzata anche come diuretico e spasmolitico. I fiori di lavanda sembrano anche possedere proprietà sedative utili per combattere emicrania e cefalea. Gli estratti di fiori di lavanda, infatti, vengono impiegati per trattare disturbi neurotonici negli adulti e nei bambini, come le turbe del sonno. Anche se non esistono studi ufficiali, studi sperimentali hanno evidenziato i lievi effetti antidepressivi della lavanda, ma solo se associata ad antidepressivi della medicina tradizionale. L’infuso con fiori essiccati di lavanda si impiega anche nel trattamento dei dolori addominali e del meteorismo. Non meno importante è l’impiego esterno degli estratti di questa pianta che si rivelano benefici per detergere le piaghe e per combattere il dolore provocato dal mal di gola. Gli estratti della stessa servono anche per preparare colluttori utili per l’igiene della bocca. L’olio essenziale usato per il bagno permetterebbe anche di diminuire i dolori perineali conseguenti al parto. L’olio essenziale ha anche effetti antinfiammatori e decongestionanti per le affezioni della pelle, dove risulta ben tollerato. L’olio essenziale di lavandula spica, infine, ha anche proprietà mucolitiche, decongestionanti ed espettoranti e viene usato per applicazioni tramite aereosol.

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Degli usi della lavanda abbiamo già accennato parlando delle benefiche proprietà, ma gli utilizzi di questa specie vegetale sono davvero infiniti, anche per via delle numerose preparazioni erboristiche che permettono di ottenere svariati prodotti da utilizzare per trattare specifici disturbi. La medicina popolare, come già accennato, utilizza l’infuso di lavanda non solo come diuretico, ma anche per combattere la mancanza di appetito, piccole insufficienze epatiche e meteorismo. L’infuso si prepara aggiungendo uno o due cucchiaini di droga in una tazza di acqua bollente. Si lascia riposare per circa 10 minuti al coperto, si filtra e poi se ne bevono più tazze al giorno. Altre preparazioni erboristiche sono l’essenza di lavanda in gocce, la cui dose consigliata è di una, quattro gocce al giorno, da consumare con una zolletta di zucchero per via del sapore molto amaro. In commercio si trovano anche capsule e compresse che contengono polvere di lavanda, la dose consigliata è di tre, sei capsule al giorno. Infine, la tintura madre di lavanda in gocce prevede un dosaggio ideale di 30 gocce di giorno e di 50 gocce la sera. Per uso esterno gli estratti di lavanda si possono aggiungere all’acqua della vasca da bagno, la dose consigliata è da 20 a 100 grammi di droga per 20 litri di acqua. I prodotti a base di lavanda si devono conservare al riparo da luce e umidità. La lavanda è scarsamente usata in cucina come aromatizzante, mentre già nei secoli passati si usava per profumare la casa e disinfettare i pavimenti. Questi usi domestici sono praticati ancora oggi grazie all’industria dei prodotti per la casa che sforna detersivi alle essenze di lavanda e all’industria cosmetica che commercializza profumi e detergenti per il corpo con la gradevole essenza di questa pianta.

L’olio essenziale di lavanda per uso esterno e per areosol in confezioni da 12 ml costa circa dieci euro. Prima di assumere l’olio essenziale per uso interno, si consiglia di rivolgersi a un medico erborista o fitoterapista perché questa sostanza può avere un effetto caustico e irritante sulle mucose.

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