Margine foglie – botanica

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22 January 2013 | 4:50 pm

Le piante sono degli organismi vegetali al tempo stesso semplici e complessi. La loro semplicità deriva a volte dalla loro struttura, composta essenzialmente da stelo o fusto, rami, fiori, frutti e foglie. La loro complessità deriva delle funzioni vegetative che le piante compiono e dalle svariate forme che le loro strutture vegetali possono assumere. Anche le foglie, parte essenziale delle piante, possono avere diverse forme e conformazioni. Tutto ciò dipende anche dalla specie a cui appartengono. A volte è proprio la loro forma che permette di individuare proprio la specie di appartenenza. In botanica, l’individuazione della forma fogliare, o meglio, del margine, permette di classificare proprio le specie vegetali di appartenenza.

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Il margine delle foglie è la parte che rappresenta il bordo delle stesse e che dà la forma a queste strutture vegetali. I margini fogliari sono diversi da specie a specie e consentono di identificare e classificare qualsiasi pianta oggetto di studio o di coltivazione. A volte, la classificazione del margine fogliare può rivelarsi anche un piacevole hobby che consente di conoscere e apprezzare foglie dalle forme davvero sorprendenti e particolari. In base alla specie a cui appartengono, le foglie assumono forme diverse perché devono adattarsi all’ambiente circostante e alla forma dell’intera pianta. Non dobbiamo dimenticare che le foglie rappresentano una struttura necessaria alla sopravvivenza delle piante, perché è proprio attraverso di esse che avviene quel meraviglioso meccanismo di assorbimento dell’anidride carbonica e della produzione di ossigeno chiamato “fotosintesi clorofilliana”. Margini fogliari più o meno grandi servono proprio a garantire alla pianta il giusto scambio gassoso e la corretta produzione di energia.

La botanica individua diverse tipologie di margini fogliari raggruppati in gruppi e sottogruppi. La prima classificazione divide le forme delle foglie in cinque gruppi principali. Avremo così margini fogliari dentati, crenati, seghettati, interi o lobati. Le foglie dentate hanno i margini che presentano delle piccole punte; quelle crenate hanno le punte lievemente arrotondate; quelle seghettate presentano degli incavi tra una punta e l’altra; le foglie intere, come dice lo stesso nome, hanno forma lineare e senza punte. Le foglie lobate hanno margini divisi da incavi profondi che le dividono in tante piccole foglioline.

La forma delle foglie non riguarda solo i margini, ma anche la loro struttura complessiva. Spesso, dimensioni e forma permettono di individuare immediatamente la specie di appartenenza delle stesse. In tal senso avremo foglie lanceolate, aghiformi, ovali, palmate, pennate, rombiche e triangolari. Le prime hanno una forma stretta e ovale che si allunga a punta fino a formare proprio una lancia, quelle aghiformi sono ancora più strette e del diametro ridottissimo, quelle ovali hanno forma arrotondata, quelle palmate presentano delle incisioni interne, quelle pennate sono attraversare longitudinalmente da una nervatura centrale da cui si dipartono altre nervature laterali, quelle rombiche e triangolari presentano le forme delle rispettive figure geometriche a cui si riferiscono.

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