potatura vite – potatura – come potare la vite

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8 May 2012 | 3:49 pm

Se sulle vostre tavole vi trovate ad assaggiare uva dal gusto inconfondibile ed a bere vini dal sapore unico, il merito potrebbe essere anche delle varie operazioni di potatura subite dalle viti. Queste piante, infatti, rispetto agli altri alberi da frutto, richiedono una potatura pi specifica, che si avvale di mezzi e tecniche in parte diverse da quelle usate per altre specie vegetali. Nella potatura della vite si effettuano certamente dei tagli, ma anche delle manipolazioni dei rami o dei tralci, che servono a dare una forma ben definita allintero impianto viticolo. E proprio la forma dellimpianto, legata anche alla variet coltivata, al clima e al tipo di terreno, a determinare i modi ed i tempi della potatura della vite.

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potaturavite2 La potatura della vite ha degli specifici obiettivi, sia produttivi che vegetativi. Le diverse pratiche colturali che attengono alla potatura della vite servono, infatti, a dare alla pianta una forma ben precisa, in grado di supportare meglio il carico di produzione e di resistere alle avversit, ma anche a garantire una buona qualit dei frutti, sia nelle dimensioni che nel colore e nel sapore. Altro fondamentale obiettivo della potatura della vite, equilibrare i deficit e gli eccessi vegetativi della pianta, che in base alla zona in cui coltivata e in base alla variet, possono manifestarsi con uno scarso o, al contrario, eccessivo numero di gemme. Da queste ultime, infatti, avranno origine i grappoli.

La potatura della vite si effettua prevalentemente con i tagli tipici della potatura di tutte le altre piante. Questi tagli, per, seguono principi colturali fondamentalmente diversi, che permettono di programmare il numero di grappoli che la vite dovr produrre e lanno in cui questi dovranno svilupparsi. I tagli di potatura possono variare anche in base alla forma data allimpianto, detta anche allevamento, cio una particolare disposizione delle viti, che obbliga a eseguire i tagli in alcune zone dei tralci piuttosto che in altre.

In genere, nella potatura della vite si distinguono due tecniche principali: cordone permanente e tralcio di rinnovo. La potatura a cordone permanente riguarda forme di allevamento della vite in cui la pianta produce da tralci cortissimi del tralcio principale, detto anche ceppo o capo a frutto, cio il tralcio che dovr produrre i grappoli duva. La potatura con tralcio di rinnovo quella in cui i tagli ai tralci, di varia lunghezza e dimensione, servono a creare nuovi capi a frutto, da cui si origineranno i grappoli, e altri tralci improduttivi, detti anche tralci o capi a legno. Per la doppia presenza di un nuovo capo a frutto e di tralci a legno, la potatura con tralci di rinnovo viene anche chiamata potatura mista. Le potature a cordone permanente riguardano le forme di allevamento della vite a cordone speronato, doppia cortina e cordone libero, mentre la potatura mista, o con tralcio di rinnovo, viene praticata per le forme di allevamento a Guyot, a pergola e a doppio capovolto. Le forme di allevamento della vite pi conosciute e praticate in Europa sono il cordone speronato e il Guyot. Nel cordone speronato, il ceppo della vite, legato in orizzontale a un fil di ferro e a unaltezza di circa un metro dal suolo, consentir lo sviluppo in orizzontale della pianta , mentre nel Guyot, sempre con ceppo orizzontale legato a un fil di ferro, a 80 centimetri di altezza da terra, la pianta si svilupper con rami verso lalto.

I tagli, nella potatura della vite, in base alla lunghezza dei tralci e al numero di gemme da lasciare su di essi, danno vita anche alla potatura corta e lunga. Nella potatura corta i tralci si accorciano a due o massimo tre gemme, formando gli speroni, mentre in quella lunga i tralci si accorciano con lunghezza variabile, lasciando un numero di gemme superiore a tre.

La potatura corta si esegue su viti con elevata fertilit delle gemme basali, mentre quella lunga, su piante con elevata produzione delle gemme apicali. Nella potatura a cordone permanente si lasciano diversi speroni con due, tre gemme, realizzando la potatura corta, mentre in quella con tralcio di rinnovo si lasciano uno o pi tralci con circa otto, quindici gemme, effettuando, cos, la potatura lunga. Nella forma di allevamento a Guyot solitamente si procede a lasciare un tralcio con circa dieci gemme e uno sperone con due, tre gemme. Per la contemporanea presenza del tralcio e dello sperone si parla anche di potatura mista. Il tralcio sar il nuovo capo a frutto, mentre lo sperone, per lanno di produzione in corso, sar il capo a legno. Nella potatura con tralcio di rinnovo si distinguono anche i tagli presente, passato e futuro, che consentono di scegliere il nuovo capo a frutto e di programmare il periodo di produzione della vite. Nel taglio del passato si elimina il capo a frutto che ha fornito la produzione dellanno precedente, nel taglio presente si sceglie il capo a frutto della produzione dellanno in corso, accorciandolo con il numero di gemme scelto, nel taglio futuro si accorcia a due gemme, il tralcio dellanno precedente, trasformandolo in uno sperone, per favorirne il rinnovo. Questo pilotaggio della produzione, tramite i suddetti tagli, possibile perch la vite produce dai tralci dellanno che, a loro volta, si sono sviluppati sulle gemme del legno dellanno precedente.

La potatura della vite si effettua prevalentemente in inverno, quando la pianta ha perso completamente le foglie. Il periodo ideale gennaio o febbraio. Per le viti giovani, cio con meno di tre anni, consigliabile potare alla fine dellinverno, in modo da intervenire sulle parti della pianta che hanno subito i maggiori danni delle avversit climatiche. Le diverse forme di allevamento della vite condizionano anche la periodicit della potatura. In genere si pota allinizio del secondo anno, durante il corso dello stesso anno e allinizio del terzo. I vari tagli dipenderanno dalla forma di allevamento adottata e dalla vigoria della pianta. Il terzo anno, per le forme a cordone speronato, non dedicato ai tagli, ma al posizionamento del tralcio sul filo orizzontale.

Nelle altre forme di allevamento, invece, il terzo anno sar dedicato alleliminazione dei germogli apicali troppo vigorosi e alla disposizione dei capi a frutto nati dalle gemme al di sotto del filo. Per le viti con uva bianca si pu intervenire anche con la potatura estiva, che serve a eliminare foglie secche danneggiate dal calore solare o rami che infastidiscono quelli produttivi.

Potatura estiva della vite Come detto la potatura della vite si divide in invernale o secca e estiva o verde. Se per la potatura invernale o potatura secca, le metodologie e le tempistiche sono ampiamente conosciute, per la potatura verde c’ meno materiale per chi vuole approfondire questo argomento. In realt entrambi gli interventi sono piuttosto importanti e quindi se siamo interessati a conoscere tutto sulla potatura della vite, bene approfondire entrambe le tipologie di intervento.

Come la potatura secca, anche quella estiva serve per rimuovere dalla pianta materiale inutile dal punto di vista produttivo e quindi eliminare tutte quelle parti che “rubano” solamente energia alla pianta senza contribuire ad un miglioramento della produzione. Se nella potatura secca vengono eliminati i rami e si interviene in maniera decisa e netta per asportare una parte considerevole di massa legnosa e per dare una forma idonea all’allevamento, anche nella potatura verde si interviene in quest’ottica ma su materiale verde.Con il taglio si cerca di concentrare nelle zone pi produttive della pianta le energie, si cerca di massimizzare l’esposizione al sole e di ottimizzare la forma, sempre nei limiti del possibile. I principali interventi di potatura verde sono la degemmazione o scacchiatura, la spollonatura, la cimatura dei germogli, la defogliazione ed il diradamento dei grappoli. In alcune forme di allevamento viene effettuato anche il posizionamento dei germogli e la legatura.

La scacchiatura un’operazione culturale molto frequente ed effettuata in varie forme di allevamento. Si cerca di eliminare le parti della pianta che non sono utili ai fini produttivi, favorendo quelle parti strutturali e produttive. Siccome l’eliminazione di organi della pianta fa bene in termini di crescita e produzione ma genera anche un po’ di stress nella pianta, bene intervenire subito, quando la vegetazione ancora fresca, in modo che l’impatto e lo stress della potatura siano sorpassati in poco tempo.

Un discorso a parte meritano invece i succhioni, che vanno mantenuti sulla pianta possibilmente. I succhioni sono dei germogli sterili e non richiamano sostanze nutritive necessarie alla pianta per la produzione e quindi eliminarli crea solo uno stress inutile alla pianta, in quanto non ricambiato da un maggior apporto di nutrienti alle parti “produttive” della vite.

Prima di effettuare la piantagione indispensabile preparare con attenzione il terreno e predisporre un sistema di supporti.

Si inizia rimuovendo le infestanti dallarea e vangando in profondit, lavorando almeno tre settimane prima dellimpianto. Il suolo andr mescolato con una buona quantit di stallatico sfarinato o pellettato maturo. Terminiamo distribuendo, in superficie, circa 50 g/mq di fertilizzante per piante da frutto. Nel corso della prima annata bene scegliere un prodotto in cui il macroelemento preponderante sia il fosforo. Ci favorir una buona radicazione e una corretta lignificazione dellapparato portante.

La vite pu essere impiegata non solo come fruttifero, ma semplicemente con funzione ornamentale. Non raro quindi che, come supporti, vengano adoperati muri o staccionate. Per favorire la crescita bene predisporre almeno tre cavi orizzontali a distanza di 25-30 cm uno dallaltro, bloccati fermamente con delle viti ad occhiello.

Se vogliamo invece una piccola vigna in campo aperto o predisporre un pergolato dovremo prevedere un sistema di supporto impiegando cavi tirati tra pali robusti, in legno o, meglio, cemento armato (ne esistono di appositi, gi forati per il passaggio dei cavi).Per avere un sostegno stabile bene interrare i pali, alti complessivamente al minimo 2 metri, nel terreno per almeno 60 cm. I pali andranno distanziati al massimo di 3 metri.Il primo cavo dovr essere posizionato a 40 cm dal suolo, gli altri a 30 cm uno dallaltro.Nel caso si voglia preparare un pergolato la parte bassa della pianta andr lasciata per lo pi libera da tralci e la ramificazione dovr cominciare a circa 1,5 metri dal suolo. In questo caso in cima ai pali si dovr bloccare un palco orizzontale leggermente inclinato o una volta con un ampio raggio di curvatura.

Il calendario della vite
Impianto  Da ottobre ad aprile
Fioritura  Da marzo a maggio
Raccolta  Da agosto ad ottobre
Potatura  Autunno (formazione) e in primavera
Concimazione  Fine autunno (stallatico), primavera (di sintesi)

Il periodo migliore per mettere a dimora le viti senzaltro lautunno o, in aree con inverni particolarmente freddi, linizio della primavera.

Se la pianta a radice nuda scaviamo una buca abbastanza ampia da permettere alle radici di allargarsi agevolmente. In caso di piante innestate assicuriamoci che il punto di innesto sia sopraelevato rispetto al livello del suolo.Se poniamo gli esemplari nei pressi di un muro o una staccionata preoccupiamoci che vi sia una distanza di almeno 30 cm e tra un esemplare e laltro lasciamo almeno 1,2 m.Una volta inserita la pianta compattiamo il terreno alla base e leghiamo il fusto.

metodo Guyot 1. durante la prima stagione lasciamo sviluppare un ramo solo per ogni pianta, indirizzandolo verticalmente lungo il supporto. Gli altri tralci dovranno essere ridotti ad una sola foglia.

2. Alla fine dellinverno potiamo il fusto principale a circa 40 cm dal suolo, assicurandoci che vi siano almeno tre gemme attive.3. Durante il secondo anno dallimpianto indirizziamo 3 nuovi rami verticalmente, lasciando gli altri ad una foglia4. Due di questi tre rami andranno legati orizzontalmente, in direzioni opposte, al cavo pi basso, tagliandoli alla lunghezza di circa 70 cm. Il terzo ramo (verticale) andr nuovamente tagliato lasciando nello spazio rimanente tre nuove gemme5. Dal terzo anno si proceder indirizzando i tre nuovi rami che crescono lungo il supporto verticale. Dai due rami verticali lasceremo sviluppare tralci secondari. Eliminiamo da questi i primi getti (a foglia) a circa 2,5 cm. Quelli fruttiferi vanno accorciati lasciando tre foglie in cima al supporto.6. Ad ogni fine autunno si proceder accorciando i rami orizzontali. I tre nuovi rami andranno legati orizzontalmente e tagliati a circa 70 cm.

La pergola un sistema di allevamento che consente di ottenere risultati equilibrati per quanto riguarda la quantit e la qualit dei frutti. inoltre un impiego molto comune negli orti e nei giardini grazie anche al suo gradevole aspetto estetico e alla funzione di riparo che pu offrire.

Per ottenere frutti di giusta pezzatura e sapore per importante intervenire per ridurre il numero di gemme e quindi il raccolto finale.I rami (orizzontali rispetto al terreno) che hanno prodotto lanno precedente vanno eliminati e sostituiti sistematicamente con altri (fino a 4) nati e sviluppatisi nella stessa annata. che non hanno ancora portato infruttescenze. Le prime gemme laterali possono essere lasciate libere di crescere, le altre vanno accorciate. consigliato cimare il tralcio dove termina la volta (o anche prima). Pi gemme a frutto si svilupperanno e pi avremo grappoli piccoli.In Italia le conformazioni pi diffuse sono: la pergola romagnola, quella trentina, bresciana e veronese che nella realt differiscono pochissimo nella tecnica di formazione e mantenimento. Nelle regioni meridionali anche molto diffusa la forma a tendone.

Per un pergolato famigliare lideale avvalersi di uve da tavola. Il prodotto sar sufficiente per soddisfare le necessit del nucleo e la manutenzione non diventer troppo impegnativa. Molte inoltre hanno lindiscusso pregio di essere esteticamente apprezzabili e (alcune) di non necessitare trattamenti fitosanitari frequenti.

Tra quelle bianche sono da tenere in considerazione Italia, Matilde e Victoria. Tra quelle ad acini neri segnaliamo Alphonse Lavalle Moscato blu, Moscato dAmburgo.Tra le pi amate per, per il loro gusto e la grande resistenza alle malattie, vi luva fragola. particolarmente apprezzata per il suo sapore dolce, ma ha il difetto di lasciar cadere gli acidi e quindi pu macchiare, anche indelebilmente, le pavimentazioni. Vi sono variet pi o meno precoci. Le prime sono preferibili al Nord, poich le altre potrebbero non riuscire a giungere a maturazione.Queste variet possono essere riprodotte semplicemente per talea, visto che non temono la filossera. Il loro apparato radicale per cresce stentatamente nei terreni argillosi e calcarei.

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