Seminare prato – prato

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5 July 2012 | 6:35 pm

Seminare il prato è un’attività che può rivelarsi davvero molto gratificante per i cultori del verde. Un prato si può ottenere anche tramite erba artificiale, ma niente è meglio della semina vera e propria, perché solo questa tecnica consentirà di avere a disposizione un prato assolutamente originale e naturale. Con la semina, in pratica, si procede a distribuire ed interrare delle sementi che entro un certo lasso di tempo daranno vita a un tappeto erboso. La semina del prato comprende diverse fasi, tra cui la preparazione del terreno, la sua concimazione, la distribuzione dei semi veri e propri, la nuova sistemazione del terreno, l’innaffiatura e il taglio dell’erba che nascerà. In effetti, quando si dice “seminare” viene subito in mente lo “spargimento” dei semi sul terreno, ma in realtà, la vera e propria semina avviene eseguendo tutte le fasi che abbiamo appena descritto. Bisogna anche considerare che la semina è uno dei principali metodi di sviluppo delle piante. Se queste ultime possono anche propagarsi con altre tecniche colturali, quali la talea o l’innesto, la semina è l’unica pratica colturale che consente di far nascere l’erba del prato. Quest’ultima è composta da semi di diverse piante erbacee, chiamati miscugli. Scegliere il miscuglio ideale permetterà di avere un prato esteticamente gradevole e resistente alle avversità.

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prato1-1I miscugli sono ottenuti mischiando tra loro diverse sementi di erba. I miscugli vengono frequentemente ottenuti dalle graminacee, che garantiscono erba di varia lunghezza e colore e con diverse caratteristiche di resistenza alle avversità esterne. I miscugli di graminacee vanno attentamente selezionati in base alla zona da seminare ( pieno sole, mezz’ombra, ombra). Per i prati in pieno sole si devono utilizzare miscugli di erbe adatte al calpestio e che non scoloriscono con l’azione dei raggi solari. I miscugli ideali dovrebbero essere composti da un 50% di Lolium perenne, 35% di Festuca rubra e un 10% di Poa Pratensis. Per seminare un prato che si adatti a qualsiasi condizione di clima, terreno e luminosità si possono usare i miscugli universali, ottenuti da varietà di graminacee americane. Questi semi si adattano sia ai climi caldi che freddi, danno una colorazione intensa e non necessitano di tagli eccessivi. Per i prati delle zone a clima caldo e secco si possono scegliere i miscugli delle macroterme, si tratta di erbe che sono in grado di resistere alle temperature elevate non richiedendo irrigazioni eccessive. In inverno, questi prati scoloriscono, ma in estate riprendono a vegetare donando al manto erboso una colorazione verde intensa. Tra le specie macroterme ricordiamo il cynodon dactylon , il pennisetum clandestinum e la dichontra repens. Le microterme resistono sia ai climi freddi che a quelli caldi, alcune varietà non tollerano la siccità e in estate richiedono innaffiature abbondanti. Le microterme, per radicare, hanno bisogno di temperature non superiori ai 19 gradi, ecco perché sono ideali per seminare prati di zone umide e fredde. Tra le microterme ricordiamo la festuca, la poa pratensis, l’agrostide stolonifera e il loietto perenne.

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La semina del prato fiorito si effettua principalmente per ragioni estetiche. Tanti appassionati del giardinaggio amano godersi un bel prato verde screziato di fiori di varia tonalità. Questi prati non sono solo belli esteticamente, ma anche adatti a qualsiasi tipo di terreno, di esposizione e di condizione climatica. I miscugli per seminare un prato fiorito sono composti da erbe universali. La composizione dei miscugli per prati fioriti comprende graminacee mischiate a specie fittonanti che danno fiori di varia tonalità. Per ottenere dei prati fioriti durevoli, meglio scegliere i semi di specie fittonanti diffuse spontaneamente nelle zone in cui sarà seminato il tappeto erboso. In Piemonte, ad esempio, si seminano miscugli di graminacee abbinati a semi di Achillea millefolium e Lotus corniculatus. I prati che nasceranno dopo la semina saranno coloratissimi e non richiederanno un’eccessiva manutenzione.

Per seminare il prato bisogna seguire specifiche procedure. La più importante è la preparazione del terreno, che va lavorato con un certo anticipo rispetto alla semina vera e propria. Di solito il prato si semina a primavera o in autunno. Il terreno va quindi lavorato entro agosto per la semina autunnale ed entro febbraio per quella primaverile. Il suolo va zappato scavando dei fori profondi circa 20 cm, successivamente si passa allo sminuzzamento delle zolle del terreno, da effettuarsi con una motozappa, questa operazione si chiama fresatura e serve a rendere più soffice il suolo. Dopo la fresatura vanno estirpati i detriti e le eventuali erbacce cresciute attorno al terreno. La rimozione dei detriti si effettua con un rastrello, che forma sul suolo le buche dove saranno inseriti i semi. Seguirà la concimazione di fondo, cioè preparatoria alla semina, che si effettua con concimi contenenti un titolo di fosforo superiore al potassio e all’azoto. Il fosforo favorisce la germinazione dei semi. Il concime ideale per questa fase è il letame maturo, la torba scura o il terriccio di torba. Dopo la concimazione di fondo si compatta il terreno con un rullo ( rullatura) in modo da appianare le falle che possono provocare la fuoriuscita dei semi. Dopo aver effettuato queste operazioni si potrà procedere a distribuire i semi. La quantità da distribuire varia in base al tipo di miscuglio scelto e in genere viene riportata nella confezione di acquisto. Per piccole superfici si può procedere alla distribuzione manuale dei semi, mentre per quelle grandi si usa una macchia spargi semi. Dopo aver seminato, si procederà nuovamente alla rastrellatura e alla rullatura. Il terreno andrà poi innaffiato con getti leggeri, per evitare accumuli di umidità e ristagni idrici. L’erba andrà tagliata, per la prima volta, dopo che avrà raggiunto almeno dieci centimetri di altezza.

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