Tamerici – Tamarix ramosissima – Alberi

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6 October 2010 | 5:52 pm

La tamerice, o tamerix nella sua classificazione, è un piccolo albero con portamento arbustaceo, originario delle zone aride che circondano il Mediterraneo: per questo motivo è anche spesso menzionata come “arbusto del deserto”. Il suo nome invece deriva dal vocabolo ebraico “tamaris”, con il significato di “scopa”, ad associare il fogliame tipico della tamerice alla parte della scopa utilizzata per spazzare, così come accade anche per una particolare tipologia di ginestra conosciuta come cytisus scoparius. A questo proposito, la tamerice, nel suo tipo tetrandra, è conosciuta diffusamente anche con il nome di “scopa marina”.La tamerice è arbusto caducifoglio a chioma scomposta, che arriva ad altezze che di rado superano i 6 metri. E’ utilizzata come arbusto dal valore ornamentale e particolarmente apprezzata tra le sue caratteristiche è la fioritura leggera, accesa di un colore rosa, dalla particolare eleganza che ottimamente contrasta con la corteccia scura. I suoi rami persistono di colore verde anche durante la stagione invernale. Di solito parti piccole di questi appassiscono e vanno a cadere in frammenti irregolari. Il piccolo albero presenta u tronco tozzo e un fogliame squamiforme, collocato sui rami giunchiformi, decisamente esili, che cadono lievemente in direzione del suolo. Le tamerici si sviluppano con estrema facilità lungo le coste, ma grazie alla loro rusticità, riescono a crescere anche nei territori tipici della Pianura Padana. Sono comunque adatte a zone dal clima mite, marine ma anche desertiche, in virtù della loro capacità di trattenere la sabbia. Di queste, la tipologia gallica è quella maggiormente indicata per la costruzione di barriere frangivento o per le operazioni di consolidamento delle dune che si effettuano lungo litorali sabbiosi.Le tamerici in generale presentano un’ottima tolleranza al sale, quando ricevono gli spruzzi provenienti dalle onde marine. Ma tollerano ugualmente bene una diffusa presenza di sale nel terreno, elemento abituale delle zone marine. Ottimale, quindi, il loro utilizzo all’interno di un giardino in vicinanza del mare, con la finalità di formare una linea di difesa da venti, sale, e spruzzi.
foto tamerice ramosissima

tamarix Le foglie della tamerice sono piccole e chiare, a forma di squama. Esse hanno la caratteristica di essere degli aghi molto sottili, pressati con forza contro i rami. Grazie a questa loro natura l’albero riesce a ridurre di molto la perdita d’acqua da tutta la pianta. I fiori si presentano raccolti in spighe lunghe e sottili. Sono molto piccoli e si denotano per il loro vivace colore rosa chiaro, che è il tratto più caratteristico della pianta, grazie al quale la tamerice vanta un notevole impatto ornamentale. Con il tempo vanno a maturare piccole bacche di color marrone che portano dei semi secchi, non particolarmente belli.

pianta tamarix Per talea nella stagione autunnale. Oppure per seme da prelevare in primavera nel momento in cui i fiori si aprono.

Predilige una posizione soleggiata. Come detto, la tamerice vanta una tolleranza molto alta nei confronti dei terreni salsi, e anche la sua resistenza a zone soggette a inquinamento atmosferico è elevata, cosicché la sua coltivazione nei centri abitati non dà particolari problemi.

Preferisce un terreno non calcareo, anche sabbioso. Il suo apparato radicale è superficiale, ma ha anche la capacità di scendere più in profondata al fine di raggiungere l’umidità sufficiente per il suo sviluppo.

Le tamerici, piante di lunga vita, vanno però spesso a formare una ramificazione secca. E’ quindi consigliabile intervenire con delle potature regolari finalizzate al ringiovanimento del legno, così da premettere la crescita di una chioma più equilibrata. La potatura va effettuata nel mese di febbraio per quelle specie di tamerici che fioriscono sui rami dello stesso anno. Immediatamente dopo la loro fioritura, invece, per quelle specie che fioriscono sui rami che risalgono all’anno precedente.

Ottima resistenza alla siccità, è consigliabile eseguire delle annaffiature per gli esemplari in tenera età in caso di prolungati periodi privi di piogge.

tamarix Le specie più diffuse delle tamerice sono: la tamarix tetranda, o parviflora, con corteccia scura e fiori piccolissimi dal bel colore rosa chiaro, muniti di 4 stami, da cui deriva il nome che la connota. Questi hanno la particolarità di essere disposti a spighe, in modo da formare una sorta di cilindri piumosi su larga parte dei rami, i quali si presentano arcuati. E’ particolarmente apprezzata per il suo valore ornamentale. La tamarix gallica, adatta in particolar modo alla costruzione di barriere frangivento. Ha foglie di colore verde grigio pressate sul fusto e fiori piccoli di colore bianco o rosa. Si trova diffusamente, in natura, sulle rive del mare. La tamarix africana, che si distingue dalla gallica soltanto per i fiori di maggior grandezza. Queste due tipologie sono spesso coltivate anche per proteggere gli orti o in vigneti nelle vicinanze del mare, sempre per il loro prezioso ruolo di frangivento. La tamarix penandra, o hispid aestivalis, con fiori rosa che sbocciano a partire da luglio e formano affascinanti pannocchie alla fine dei rami.


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