Tillandsia – Tillandsia argentea – piante appartamento

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30 June 2011 | 8:04 pm

La Tillandsia è una pianta epifita, molto presente nel nostro Paese ma poco conosciuta perché da troppi ritenuta come erbaccia o come una pianta cattiva e pestifera; perché questi ultimi giudizi negativi? Ebbene, tutto deriva dal fatto che la Tillandsia è, come abbiamo già detto, una pianta epifita, e cioè capace di crescere semplicemente appoggiata ad altre piante o anche a materiale inerte. Il segreto sta tutto nel fatto che la Tillandsia non possiede radici, e per mantenersi in vita quindi non usa né estrarre sostanze nutritive dal suolo e né da altre piante (perciò è sbagliato giudicarla come pestifera); essa possiede sulla superficie delle sue foglie delle strutture chiamate tricomi, ovvero dei pelucchi che provvedono a catturare l’umidità dell’aria ed estrarne le sostanze nutritive per il sostentamento della pianta stessa. Per chi conosce la Tillandsia, sa che può raggiungere anche svariati metri di dimensione (non si può parlare né di altezza e né di lunghezza perché ciò dipende da se la pianta è appesa a qualche ramo di un alto albero, ad un muretto oppure se è appoggiata al suolo) e che la crescita e la moltiplicazione dei tricomi la rendono particolarmente scenografica e decorativa. Vi sarà certamente capitato di vedere delle strane piante crescere avvinghiate a pali della luce, antenne, tralicci, cavi elettrici e telefonici ed a tutto ciò che è inusuale vedere come base per una pianta; ebbene, quelle piante nella maggior parte dei casi appartengono al genere della Tillandsia, la quale si declina in circa 500 diverse specie anche molto diverse tra loro sia nell’aspetto e sia per i luoghi che preferiscono popolare. La famiglia di appartenenza è quella delle Bromeliaceae, ovvero la stessa dell’ananas, ed infatti la disposizione delle foglie a rosetta e la loro struttura turgida ed eretta ricorda proprio le foglie più vicine al frutto dell’ananas. L’origine di questa pianta è da ricercarsi nelle zone del centro America, ma queste loro caratteristiche di vita le hanno permesso di popolare tutti i climi conosciuti (tranne i deserti), giungendo fino al freddo del Canada o al caldo della Sicilia. Presentano anche dei fiori e dei frutti, piuttosto rari da vedere perché occorre che la pianta sia matura e che le condizioni climatiche siano particolarmente adatte.

tillandsia con fiori.

bellissimo fiore. L’ambiente della Tillandsia è un ambiente temperato, senza sbalzi, umido ma non stagnante e soprattutto non direttamente esposto al sole. Per quanto riguarda le temperature possiamo dire che il livello massimo in cui la pianta si tiene in vita è molto alto, anche superiore ai 30 gradi centigradi (purchè, ricordiamo, si tratti comunque con elevate percentuali dell’umidità dell’aria), quindi non ci sono molti problemi; ciò che invece necessita di particolari attenzioni è la temperatura minima, che mai deve scendere sotto i 10 gradi centigradi, pena la morte molto rapida di tutta la pianta. Per questo motivo d’inverno è bene evitare di tenere la pianta all’esterno, a meno che non viviate in un paradiso climatico in cui la temperatura più bassa invernale arrivi solo a sfiorare i 10 gradi centigradi per poco tempo; in tal caso la Tillandsia vivrà benissimo all’esterno e la vedrete crescere e vivere su ogni superficie. La precisazione dell’umidità dell’aria è da tenere in particolare considerazione perché ci sembra evidente che una pianta epifita che assorbe le sostanze nutritive incanalando attraverso i tricomi l’acqua libera nell’aria debba stare in un luogo in cui ci sia tanta acqua libera nell’aria, e questo è sinonimo inequivocabile di umidità relativa ed assoluta molto alte. Per l’esposizione possiamo assicurarvi che la Tillandsia non ama i raggi diretti del sole, anche se il clima ha una percentuale di umidità relativa del cento percento; infatti essi tendono a far seccare le foglie rapidamente, cosa che quindi impedisce l’assorbimento delle sostanze nutritive attraverso i tricomi e porta alla morte. Perciò il luogo ideale per la Tillandsia che ci piace suggerirvi è sotto la chioma di un grande albero, che con le sue foglie terrà al fresco ed in penombra la pianta e contemporaneamente le fornirà un appoggio sicuro ed una buona dose di umidità in ogni periodo dell’anno. Da evitare i ristagni a contatto con ogni parte della pianta, perciò meglio posizionarla in alto (appunto, la cima del fusto di un albero è quasi perfetta) lontana da anche piccoli ristagni ed acquitrini.

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Specie di tillandsia. Per la Tillandsia, che è una pianta epifita, non si può assolutamente parlare di terreno in quanto è sprovvista di radici e soprattutto coglie i suoi nutrimenti dall’aria e dall’umidità che la caratterizza. Più che altro ci sembra sensato parlare di location più adatta, e qui è evidente che il riferimento va a quanto già detto precedentemente. Luogo luminoso ma non direttamente esposto ai raggi solari, areato e possibilmente aperto, caldo (d’inverno superiore ai 10 gradi centigradi), umido, protetto dai ristagni; un esempio, valido come consiglio: un muretto vicino ad un albero dalla grande chioma o direttamente il fusto di un albero dalle simili caratteristiche.

Giardino. La messa a dimora della Tillandsia è un’operazione molto importante, perché questa pianta è semplicissima da coltivare (non ha molte richieste ed è abbastanza autonoma essendo epifita) ma necessita di qualche precisa indicazione. Per esempio la messa a dimora all’interno del nostro appartamento si vede necessaria quando d’inverno la temperatura scende con continuità ed abbondantemente sotto i 10 gradi centigradi, perché abbiamo visto come il freddo sia un nemico naturale per questa pianta dall’origine tropicale. Per il resto, l’unico accorgimento da tenere in ogni parte dell’anno è quello di evitare l’esposizione diretta ed una dimora precisamente congeniale alla tillandsia è, e lo ripetiamo, la chioma di un grande albero come la quercia o l’ulivo. Invece, così come non aveva senso parlare di terreno in quanto la Tillandsia è una pianta epifita e non prende alcun nutrimento dalla terra non avendo radici, non ha ugualmente senso allora parlare di rinvaso; al massimo, se proprio vogliamo sfiorare l’argomento possiamo dire che lo spostamento del luogo in cui si trova la pianta è importante per rispettare le umidità e soprattutto le temperature desiderate da questo esemplare vegetale.

L’annaffiatura per la Tillandsia è un’operazione che si configura necessaria solo nell’eventualità che il clima si mostri particolarmente secco e che non riusciamo a garantire l’umidità alla nostra pianta nemmeno con frequentissime spruzzate con vaporizzatore di acqua piovana o distillata (cioè priva di calcio e calcare, dannosissimi per la Tillandsia). In questo caso allora possiamo operare come la maggior parte delle Bromeliaceae, ovvero versando dell’acqua nell’incavo naturale dell’attaccatura a rosetta delle foglie, cosa che fornirà acqua ed umidità alla pianta. Attenzione però a non esagerare perchè poi si rischiare di portare al marciume l’esemplare (si ricorda che odia i ristagni idrici). In ogni caso, per evitare di andare oltre misura con queste innaffiature, bisogna ricordarsi che date le caratteristiche e l’origine di questa pianta è bene un po’ di secchezza che troppa acqua, sempre escludendo l’umidità dell’aria che deve sempre essere pronunciatissima (si consigliano vivamente le vaporizzazioni).

La natura è straordinaria, ed il caso vuole che la Tillandsia abbia bisogno così poco delle annaffiature quanto invece abbia necessità spiccata di essere concimata. Questo è dovuto al fatto che traendo acqua e sostanze nutritive dall’umidità atmosferica, queste ultime non siano in abbondanza perché certo il tutto non è assimilabile a quanto il terreno riesca a dare alle piante non epifite. Perciò si presenta la necessità di diluire del concime liquido generico nell’acqua di vaporizzazione e di spruzzarlo due volte al mese in estate ed una volta al mese in inverno. La quantità da diluire deve essere dimezzata rispetto a quella che suggerisce il foglietto illustrativo del prodotto, e soprattutto si deve evitare di far depositare questa miscela nel pozzetto della rosetta di foglie perchè queste due componenti potrebbero portare la pianta a bruciarsi per le troppe nutrizioni apportate. Precisiamo che il concime deve essere sì equilibrato e bilanciato, ma soprattutto dobbiamo stare attenti che predominino l’azoto, il potassio ed il fosforo, importantissimi per la Tillandsia.

La riproduzione della Tillandsia è molto molto semplice, perché si opera attraverso la divisione dalla pianta madre dei figli che nascono alla sua base e che appena formano delle piccole radici possono essere staccati e poggiati su un luogo simile a quanto descritto e trattati da esemplari adulti. Faranno la loro graduale crescita, purchè ci siano le condizioni adatte quali umidità e penombra. La moltiplicazione per seme è difficilissima perché occorrerebbe davvero un clima perfettamente ricreato per permettere ad un semino di svilupparsi.

La Tillandsia, essendo una Bromeliaceae, presenta delle brattee che sono quelle componenti colorate che fanno da chioccia per il vero fiore, costituito da una struttura visibilissima e turgida a squame che si erge dalla rosetta centrale. Il fiore vero e proprio purtroppo dura solo pochi giorni, mentre le brattee lo anticipano e lo superano di molto, arrivando anche a mostrarsi per parecchi mesi. Il periodo di fioritura è variabile da specie a specie, ma in linea generale va da giugno fino ad ottobre al massimo, quindi comprende l’estate ed il primo autunno, dopodichè il freddo (anche se ricordiamo che la temperatura non deve scendere sotto i 10 gradi centigradi) impedisce alla pianta di utilizzare le forze per dar vita al fiore. Nel caso della Tillandsia la rosetta di foglie che ha visto nascere il fiore andrà a morire poco dopo che il fiore stesso sarà appassito, quindi quando si cominciano a vedere le foglie essiccarsi è bene separare gli eventuali figli presenti.

Pidocchi, cocciniglie e fisiopatie delle foglie legate soprattutto a scarsa umidità ambientale e/o troppo freddo.

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